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I luoghi

IL DUOMO

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Massimo edificio religioso della città, edificato tra XIII e XV secolo e staccatosi dalla pieve matrice di Torre nel 1278. Ha subito nel tempo notevoli trasformazioni. La facciata neoclassica è rimasta incompiuta. Bello il portale rinascimentale di Giovanni Antonio Pilacorte (1511), una delle opere maggiori del lapicida lombardo, autore anche del battistero nella cappella Ricchieri.

All'interno la struttura è a navata unica, con cappelle sui lati, un transetto e tre absidi. Mirabile la "pala della Misericordia" (1515), capolavoro di Giovanni Antonio De Sacchis detto il Pordenone, ritenuta universalmente uno dei capolavori dell'arte veneta, particolarmente vicina ai temi del Giorgione. Interessante anche il ciclo di affreschi del pordenonese Calderari nella cappella Mantica.

Accanto al duomo il campanile, che la tradizione vuole iniziato nel 1291, inaugurato nel 1347 e completamente eseguito nel 1427. È costruito tutto di mattoni con eleganti fregi, a pianta quadrata e con la cella campanaria di dimensioni maggiori della base. Misura, fino all’estremità del pinnacolo, 72 metri.

 

 

 


CENTRO STORICO

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Le vie principali presentano diversi stili architettonici: dal gotico al rinascimentale fino al barocco e al neoclassico. La parte che meglio conserva tali tracce è l’antica "strada comunale di San Marco" – detta anche, giornalisticamente, "contrada maggiore" – oggi denominata corso Vittorio Emanuele II, fiancheggiata da splendidi palazzi e dai portici. Molte facciate sono ancora affrescate e conferiscono l’idea della tipica “urbs picta”.

Diversi palazzi ospitarono in passato illustri personalità, quali Napoleone Bonaparte e Giuseppe Garibaldi.


I PALAZZI

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I palazzi della contrada maggiore gareggiano tra loro in bellezza, sobrietà, nobiltà e background storico. Tra i tanti che si avvicendano lungo il percorso sinuoso che dal Palazzo del comune si snoda fino alla piazzetta di sopra, piazza Cavour, alcuni emergono sugli altri. Tra questi, subito notiamo "Palazzo Ricchieri", che oggi è divenuto la prestigiosa sede del Museo civico d’arte e che fu abitazione della principale famiglia di Pordenone per antichità, importanza e censo. Il palazzo ha subito notevoli modifiche nei secoli, dalla casa-torre del XIV secolo all’edificio rinascimentale, attraverso modifiche e ampliamenti gotici. I restauri degli anni Settanta e Ottanta del Novecento hanno riportato alla luce questi percorsi stilistici, visibili già sulla facciata principale.

"Palazzo Montereale-Mantica", oggi sede di rappresentanza della Camera di commercio di Pordenone, ha riacquistato fascino, eleganza e nobiltà in seguito ai radicali interventi operati negli anni Ottanta del Novecento. Oggi è possibile ammirarne gli stucchi interni e l’avvicendarsi sontuoso degli spazi. Dell’attiguo "Palazzo Mantica-Cattaneo" sono interessanti gli affreschi della facciata, attribuiti a Giovanni Antonio De Sacchis.

Mirabile anche "Palazzo Gregoris", sia nella sua versione più recente e appariscente − risalente al XVII secolo e attribuita all’architetto Domenico Rossi, il medesimo che ha modificato il duomo cittadino − sia nella sua versione “minore”, ma pur sempre fascinosa e movimentata, addossata all’edificio principale e impropriamente più nota come Palazzina Bassani, sulla cui facciata si può ammirare il festoso gioco di decorazioni, oggi immerse in una campitura rossa, ma un tempo “galleggianti” in un azzurro andato inesorabilmente dilavato. L’edificio principale, anch’esso presumibilmente risalente al XIV secolo, è stato decorato nel suo più recente rimaneggiamento con mascheroni grotteschi di stile veneziano che l’hanno trasformato in un palazzo degno di specchiarsi sulle acque della Serenissima.

Ancora meritevoli di particolare attenzione il "Palazzo Popaite-Della Torre", che nonostante il restauro rinascimentale, conserva ancora in parte l’antica fisionomia gotica, con arcatelle in mattoni e finestre trilobate orientaleggianti; il "Palazzo detto dei Capitani", con decoro a finto tappeto e antichi stemmi austriacanti sulla facciata e un simpatico telamone in abiti militari sul lato; "Palazzo Rossitis", con la facciata decorata a finto tappeto, ma di mano relativamente recente, e finestre trilobate orientaleggianti; e il "Palazzo del Teatro Concordia", oggi svilito a sede di negozi e uffici, ma un tempo teatrino tra i più belli, opera dell’architetto pordenonese Giovanni Battista Bassi, definito una piccola Scala.

Un discorso particolare deve essere fatto per il "Palazzo Comunale". Si tratta infatti di una costruzione che risale alla fine del '200, la cui facciata presenta finestre a trifora e un avancorpo a torre attribuito all’Amalteo, con l'orologio che batte le ore e le mezz’ore e segna fasi lunari e segni astrologici, opera cinquecentesca dei fratelli Rainieri di Reggio.



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